Benvenuti a bordo. Dopo una lunga assenza dal web a causa di motivi diversi, riprendo il mio posto nella galassia delle pagine web personali, senza pretese.
Ho ormai messo da parte la speranza di creare un sito web di ampi contenuti, me ne manca la forza e il tempo. E forse di contenuti non ne ho mai avuti poi tanti. Quindi mi rassegno a un sito web perfettamente normale, con qualche informazione su di me, i miei pensieri, le mie foto. Insomma, il buco della serratura nella porta della mia vita. Spero che vi piaccia, e spero che alcuni di voi riuscirò prima o poi ad incontrarli di persona, perché dopo tanti anni di uso massiccio ora la posta elettronica mi va stretta ed ho tanta voglia di ricominciare ad incontrare persone vive...
Buona permanenza
--bronto
Tore se n'è andato
26 Ottobre 2008
Tore se n'è andato. È tornato alla casa del Padre, come diciamo noi Cattolici. È una verità fondamentale: la nostra vita non finisce sulla Terra, ma siamo fatti per tornare al Padre e risorgere con Cristo. Non è possibile essere Cattolici e non credere questo perché, semplicemente, la nostra Fede non avrebbe senso.
Tore è tornato alla casa del Padre. Senza essere arrivato a compiere 38 anni; senza poter fare gli auguri alla mamma nel giorno del suo compleanno, caduto proprio sabato, il giorno del funerale; senza aver potuto abbracciare sua figlia nel giorno del suo compleanno, che segue di pochi giorni.
Tore se n'è andato in fretta, senza che i suoi amici potessero neanche intuire che cosa stava succedendo. Tore se n'è andato in fretta, Lasciandoci sgomenti e increduli.
Increduli, perché Tore non poteva crollare così, dalla sera alla mattina, no. Lui, così grande e grosso; lui, così forte; lui, spavaldo; lui, a volte anche sbruffone. Lui no, lui era troppo forte per crollare così.
Lui, che ha iniziato da ambulante ed è morto con una posizione rispettabile in una catena internazionale di elettrodomestici, nn senza passare prima per le vendite multilivello e il mettere in piedi un intero albergo ristorante.
Lui, che quando ancora non aveva una macchina è andato a mettersi con Barbara, che stava 200 km più lontano. Anni di autostop e di treni; poi di viaggi sulla Uno col tachimetro staccato; poi sempre meglio, man mano che le cose si mettevano a posto.
E che cavolo, ci metteva la forza, l'impegno, lui! Lui pensava in grande! Poteva morire in tre giorni Tore?
Evidentemente, si.
È tornato al Padre, Tore. E lo ha fatto a modo suo.
Prima di tutto nella Fede, come Beppe ci ha detto durante la Messa. Ancora una volta, il miracolo che invocavamo nella preghiera è stato non una guarigione straordinaria, ma una straordinaria forza che, sono sicuro, ha portato Tore in Paradiso.
Poi, ancora a modo suo, nel giorno dei funerali. Tante persone sono partite da tutta la Sardegna per vederlo andare via. Nel suo ultimo giorno fra di noi ha fatto quello che nessuno di noi, protagonisti di quella stagione eccezionale della Gioventù Francescana dei primi anni '90, sarebbe mai riuscito a fare: farci ritrovare tutti insieme, almeno per un pò. E così ecco incontrarsi insieme i volti di quell'epoca: da Sassari e da Cagliari; da Oristano e da Sanluri; da Villaurbana e da Ploaghe; da Mores... e da San Gavino. Qualcuno ora disperso per la Sardegna, o più lontano. Ma, in quel momento, lì per lui. Chi di noi sarebbe riuscito a organizzare una cosa del genere? Quale, dei frati assistenti di quell'epoca, avrebbe potuto?
Hai pensato in grande e ci sei riuscito un'altra volta. Ora, Tore, fammi un piacere: aiutami a fare in modo che la mia strada vada a finire dove sei tu adesso. Lo so, è un casino, ma se anche in Paradiso continui a pensare in grande ti riuscirà anche questa.
Ti abbraccio forte.
--Marco
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